L’intervista a Vincenzo Trivoluzzi, viaggiatore di professione, rappresenta un viaggio stesso, non solo attraverso luoghi lontani e culture affascinanti, ma anche attraverso una trasformazione interiore. Vincenzo, conosciuto su Instagram come @coordinatediviaggio, non è un semplice viaggiatore, è un uomo che ha scelto di lasciare alle spalle una carriera stabile in una multinazionale, per inseguire il sogno di una vita in continuo movimento, fatta di scoperte e avventure. A 40 anni, un’età in cui molti cercano stabilità, ha fatto un salto nel vuoto, affrontando incertezze e difficoltà, ma trovando, nel viaggio, una nuova serenità.
Che significato ha per te il viaggio?
Per me viaggiare è vita. Non è semplicemente un modo per allontanarmi dalla routine, ma una vera e propria forma di rinascita. Ogni viaggio
mi permette di incontrare persone, scoprire realtà lontane e arricchirmi sia a livello personale che culturale. Esperienze come quelle in Indonesia o in Argentina mi hanno profondamente cambiato, aiutandomi a diventare una versione più consapevole di me stesso.
Cosa ti ha spinto a cambiare vita a 40 anni?
È stata una decisione coraggiosa, lo ammetto. Lavoravo in una multinazionale e, nonostante avessi una vita stabile, non ero felice. Sentivo
che mi mancava qualcosa. A un certo punto, ho capito che la mia vera passione era il viaggio. Così, ho lasciato il lavoro per dedicarmi completamente a questa mia vocazione. Non è stato facile: ci sono stati momenti difficili, ma ogni passo mi ha portato verso una serenità
che non avevo mai provato.
Come ti sei approcciato ai social media e alla creazione di contenuti?
All’inizio, ho pensato che sarebbe stato più semplice affidarmi a dei professionisti per la gestione dei miei canali social. Purtroppo, però,
ho scoperto che i contenuti non rispecchiavano la mia vera essenza. Mi sono reso conto che era necessario che fossi io a prendere il controllo, e da quel momento le cose sono migliorate. Ora gestisco tutto da solo e questo mi permette di essere autentico e di creare un rapporto
più diretto con il mio pubblico.
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Come organizzi la creazione dei contenuti durante i tuoi viaggi?
La spontaneità è importante, ma la qualità richiede pianificazione. Durante i viaggi raccolgo idee e materiale, ma pubblico tutto solo al ritorno, quando ho il tempo di rivedere e curare i dettagli. Seguo un piano editoriale, che mi aiuta a garantire coerenza e qualità nei contenuti che offro.
I miei strumenti principali sono semplici: telefono, fotocamera e cavalletto. Con questi riesco a raccontare le mie storie in modo autentico
e coinvolgente.
Hai iniziato a ricevere proposte di collaborazione?
Sì, man mano che la mia presenza sui social si consolidava, sono arrivate anche le prime collaborazioni, specialmente con hotel.
È un’opportunità entusiasmante, e sono molto interessato a esplorare queste possibilità. Credo che la mia autenticità e la mia esperienza possano portare un valore aggiunto alle strutture con cui collaboro.
Quali sono i tuoi consigli per chi vuole iniziare a lavorare come Travel Creator?
Il segreto è rimanere fedeli a se stessi. Non bisogna cercare di imitare altri, ma trovare la propria voce. La qualità dei contenuti è fondamentale: organizzarsi con un piano editoriale aiuta molto, e bisogna essere sinceri con il proprio pubblico. Il viaggio, sia fisico che interiore, può essere impegnativo, ma alla fine, vale sempre la pena perseverare.
L’intervista si chiude con un messaggio forte da parte di Vincenzo: il viaggio non è solo una questione di destinazioni, ma di trasformazione personale. Chi sogna di fare del viaggio la propria vita non deve aver paura di osare, di fallire o di reinventarsi. Le sue esperienze sono la prova che, con autenticità e dedizione, è possibile trasformare una passione in una carriera di successo.
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